ETH Hönggerberg, Werner, fotografiert am Montag (13.11.2017) Bild: Christoph Kaminski, kellenbergerkaminski

Valutazione della situazione epidemiologica, 2 novembre 2021

Testo in attesa di traduzione - Testo originale in tedesco

Situazione generale

Al momento l’epidemia di SARS-CoV-2 è causata quasi esclusivamente dalla variante Delta (B.1.617.2), che in estate ha surclassato le varianti precedentemente in circolazione. Tra la fine di giugno e la metà di agosto 2021 il numero di casi e di ospedalizzazioni è aumentato, per poi stabilizzarsi per un mese a livelli elevati e scendere nuovamente a partire dall’inizio di settembre 2021. Da due settimane, si registra di nuovo un aumento significativo dei casi in ciascuna delle grandi regioni, ad esclusione di Ginevra e del Ticino.

Gli studi di simulazione dell’ECDC prevedono che, per i Paesi europei con una copertura vaccinale analoga a quella della Svizzera, il carico massimo di ospedalizzazioni entro la fine di novembre 2021 potrebbe superare il carico massimo dello scorso anno[1]. La ripresa dell’epidemia in autunno 2021 è iniziata più tardi rispetto all’autunno 2020 e per la fine di novembre non è ancora previsto un superamento del limite massimo del sistema. Tale scenario non è però da escludere per l’inverno. Un rapido aumento dei casi metterebbe in grande difficoltà il sistema sanitario, ancora sottoposto a una forte pressione.

Dinamica

Dall’inizio di settembre 2021 l’epidemia di SARS-CoV-2 è in calo (tasso Re<1). Tuttavia, secondo le stime dalla scorsa settimana il valore R è salito di nuovo significativamente sopra a 1. La media mobile a 7 giorni del tasso di riproduzione in Svizzera è stimata a 1,25 (intervallo di confidenza del 95%, IC: 1,13-1,38); tale dato riflette la situazione dei contagi del periodo dal 16.10 al 22.10.2021[2]. Le stime del tasso di riproduzione effettivo Re su base giornaliera per la Svizzera sono:
  • 1,24 (95% IC: 1,12-1,36) sulla base dei casi confermati al 22.10.2021.
  • 1,12 (95% IC: 0,89-1,38) sulla base delle ospedalizzazioni al 17.10.2021. A titolo di confronto, il tasso Re basato sui casi confermati è stimato, per lo stesso giorno, a 1,26 (95% IC: 1,14-1,37).
  • 1,32 (95% IC: 0,8-1,96) sulla base dei decessi all’11.10.2021. A titolo di confronto, il tasso Re basato sulle ospedalizzazioni è stimato, per lo stesso giorno, a 1,09 (95% IC: 0,85-1,36). Il tasso Re basato sui casi confermati è stimato, per lo stesso giorno, a 1,18 (95% IC: 1,01-1,36).
A causa dei ritardi nelle segnalazioni e delle oscillazioni dei dati, i valori stimati potrebbero essere rettificati successivamente. Precisiamo che i valori di Re rispecchiano l’evento infettivo con un certo ritardo, poiché trascorre del tempo tra il contagio e l’esito del test o l’eventuale decesso. Per i valori Re basati sul numero di casi questo ritardo è di almeno 10 giorni, mentre per i decessi arriva fino a 23 giorni. Parallelamente determiniamo i tassi di variazione di casi confermati, ospedalizzazioni e decessi negli ultimi 14 giorni[3]. I casi confermati sono aumentati del 28% (IC: da 40% a 16%) alla settimana, le ospedalizzazioni del 7% (IC: da 30% a -12%) e i decessi del 44% (IC: da 127% a -7%).   Questi dati rispecchiano la situazione dei contagi di diverse settimane fa. Dalla nostra dashboard è possibile seguire la variazione del numero dei casi, delle ospedalizzazioni e dei decessi stratificata per età[4]. Il numero di casi è in significativa crescita in tutte le fasce d’età, a eccezione di quelle comprese tra i 20 e i 29 anni e tra i 60 e e 69 anni. Negli ultimi 14 giorni considerati per le rilevazioni, le ospedalizzazioni non sono aumentate o diminuite significativamente in alcun gruppo d’età.

Numeri assoluti

Il numero cumulativo di casi confermati negli ultimi 14 giorni è di 230 ogni 100 000 abitanti. La positività è del 7,6% (situazione al 30.10.2021, ultimo giorno per il quale si attendono ancora solo poche segnalazioni tardive).

Secondo la media a 7 giorni, il numero di persone ospedalizzate giornalmente corrisponde a circa 20. Al momento vengono ospedalizzate prevalentemente persone che sono state contagiate in Svizzera[5]. Nelle ultime settimane, la quota delle persone con due dosi di vaccino tra chi viene ospedalizzato ha registrato un aumento marcato per gli anziani over 80[6].

Il numero di pazienti COVID-19 nelle unità di terapia intensiva ha registrato un valore compreso tra 116 e 131[7] ricoverati negli ultimi 14 giorni (variazione pari al 3% (IC: da 11% a -5%) alla settimana).

Il numero di decessi quotidiani confermati in laboratorio negli ultimi 14 giorni è compreso tra 2 e 9[8].

Nuove varianti

Dalla settimana 26 la variante Delta (B.1.617) è quella dominante in Svizzera. Questa variante, inizialmente rilevata in India, ha avuto un’incidenza del 100% tra i casi sequenziati a partire dalla settimana 38[9]. Da questo aumento dell’incidenza della variante Delta è possibile calcolarne una trasmissibilità più elevata del 58% (95% IC: 56-60%) rispetto alla variante Alpha, compatibile con le stime di una trasmissibilità più elevata del 56% (95% IC: 34%-81%) provenienti dall’Inghilterra[10]. Per via di questa maggior trasmissibilità, attualmente in molte parti del mondo la pandemia è dominata dalla variante Delta.

Il 20 ottobre 2021, Public Health England ha dichiarato la sottovariante di Delta AY.4.2 una «variant under investigation» (VUI-21OCT-01)[11]. In Inghilterra il vantaggio di crescita della sottovariante AY.4.2 è stato stimato al 17% rispetto alle altre sottovarianti Delta e nella settimana 40 tale sottovariante ha avuto un’incidenza del 5,9%[12]. Durante gli ultimi due mesi, questa variante è stata rilevata in circa 50 casi in Svizzera e l’incidenza nella settimana 41 è stata dello 0,9%[13].

La variante Delta causa decorsi più gravi rispetto ai ceppi che hanno prevalso precedentemente in Svizzera. Da un ampio studio in Inghilterra è emerso come il rischio di ospedalizzazione nei pazienti e nelle pazienti con variante Delta sia due volte superiore rispetto ai pazienti e alle pazienti con variante Alpha[14]. In Scozia[15] e in Canada[16] è stato riscontrato un aumento simile.

Variante Delta ed efficacia vaccinale

Infezione: Esistono indizi convergenti di una minor efficacia dei vaccini a mRNA contro le infezioni da variante Delta di SARS-CoV-2, comprese le infezioni asintomatiche. Secondo dati provenienti da Israele, l’efficacia contro l’infezione del vaccino di Pfizer/BioNtech è pari al 39% (95% IC: 9-59%)[17] e, secondo dati provenienti dalla Scozia, al 79% (95% IC: 75-82%)[18]. In un rapporto dello studio REACT viene calcolata un’efficacia vaccinale contro le infezioni del 49% (95% IC: 22-67%)[19] (non è stata effettuata una distinzione tra i vaccini impiegati in Inghilterra). Sintetizzando si può affermare che, secondo le stime, i vaccini a mRNA dimezzano il rischio di contagiarsi con la variante Delta.

Infezione sintomatica: rispetto alla variante Alpha, la protezione vaccinale contro le infezioni sintomatiche da variante Delta risulta ridotta. Secondo un rapporto di Public Health England,[20] l’efficacia dell’89% (95% IC: 87-90%) contro la variante Alpha è scesa al 79% (95% IC: 78-80%) contro la variante Delta (vedere anche[21],[22]; Pfizer/BioNtech). Da dati canadesi emerge un’efficacia contro le infezioni sintomatiche da variante Delta dell’85% (95% IC: 78-89%)[23] (Pfizer/BioNtech e Moderna). Secondo uno studio condotto in California[24], l’efficacia del vaccino Moderna contro le infezioni da variante Delta è pari all’87% (95% IC: 84-89%), mentre contro le infezioni da variante Alpha è pari al 98% (95% IC: 97-99%).  Secondo questo studio, dopo cinque mesi l’efficacia contro la variante Delta scende all’80% (95% IC: 70-87%). Studi israeliani[25] stimano un’efficacia di appena il 40% (95% IC: 9-61%). Per il vaccino di BioNTech/Pfizer, un nuovo studio condotto in Svezia[26] stima una protezione contro l’infezione sintomatica del 92% (95% IC: 92-93%) due settimane dopo la vaccinazione fino a zero dopo 211 giorni e per il vaccino Moderna al 59% (95% IC: 18-79%).

Decorso grave / ospedalizzazione: la protezione vaccinale contro un decorso grave è inizialmente elevata anche per la variante Delta. L’efficacia si attesta attorno al 96% (95% IC: 91-98%) sulla base di dati provenienti dalla Gran Bretagna[27],[28] e all’88% (95% IC: 78,9-93,2%) sulla base di dati provenienti da Israele[29]. Tali stime fanno riferimento alla protezione sulle persone vaccinate rispetto a quelle non vaccinate e non sono suddivise in base ai diversi vaccini impiegati nei Paesi menzionati. Secondo un nuovo preprint[30] sulla base dei dati provenienti dalla California, il vaccino Moderna protegge fino al 98% (95% IC: 93-99%) dalle ospedalizzazioni in seguito a un’infezione da variante Delta. Secondo uno studio israeliano[31], corroborato dalle analisi di Public Health England[32] e da uno studio svedese[33], la protezione contro decorsi gravi sembra ridursi nel tempo.

Nei dati svizzeri abbiamo rilevato una protezione vaccinale contro l’ospedalizzazione di circa il 90% o più elevata in tutte le fasce d’età nei mesi di luglio, agosto e settembre 2021[34]. In Svizzera abbiamo assistito tuttavia a una diminuzione dell’efficacia negli over 80 dall’89-94% di settembre al 73-87% di ottobre[35]. Questa diminuzione è in linea con i dati provenienti da altri Paesi.

Trasmissione: la vaccinazione impedisce la diffusione del virus attraverso almeno due meccanismi: in primo luogo, riducendo le infezioni sintomatiche e asintomatiche e quindi il numero di persone contagiate (vedere quanto riportato sopra) e, in secondo luogo, riducendo la diffusione da parte di coloro che si contagiano nonostante la vaccinazione. Anche in caso di contagio, infatti, una persona vaccinata trasmette più raramente il virus rispetto a una persona non vaccinata. Un preprint[36] descrive uno studio secondo le cui stime il rischio di trasmissione in caso di infezione postvaccinale da variante Delta dopo due dosi di vaccino a mRNA di Pfizer/BioNtech è inferiore di circa il 66% rispetto alle persone non vaccinate. I motivi esatti di questa protezione non sono noti, sebbene possano essere spiegati dalla minor durata della fase contagiosa[37] o da una minore contagiosità del virus nelle persone vaccinate[38].

Link:

[1] https://www.ecdc.europa.eu/sites/default/files/documents/covid-19-rapid-risk-assessment-16th-update-september-2021.pdf , pagina 17, figura 9

[2] https://sciencetaskforce.ch/it/tasso-di-riproduzione/ e https://ibz-shiny.ethz.ch/covid-19-re-international//: le stime del tasso Re negli ultimi giorni possono subire delle leggere variazioni, che si verificano in particolare nelle regioni di piccole dimensioni, in caso di dinamiche dall’andamento variabile o di un numero di casi ridotto.

[3] https://ibz-shiny.ethz.ch/covidDashboard/trends: a causa dei ritardi nelle segnalazioni, per i casi confermati e per ospedalizzazioni o decessi non vengono presi in considerazione rispettivamente gli ultimi tre e cinque giorni.

[4] https://ibz-shiny.ethz.ch/covidDashboard/, Dashboard Time Series

[5] https://sciencetaskforce.ch/it/aggiornamento-scientifico-26-ottobre-2021/

[6] https://sciencetaskforce.ch/it/aggiornamento-scientifico-26-ottobre-2021/

[7] https://icumonitoring.ch

[8] https://www.covid19.admin.ch

[9] https://cov-spectrum.ethz.ch/

[10] https://assets.publishing.service.gov.uk/government/uploads/system/uploads/attachment_data/file/993358/s1288_Warwick_RoadMap_Step_4.pdf

[11] https://assets.publishing.service.gov.uk/government/uploads/system/uploads/attachment_data/file/1028113/Technical_Briefing_26.pdf

[12] https://assets.publishing.service.gov.uk/government/uploads/system/uploads/attachment_data/file/1028113/Technical_Briefing_26.pdf

[13] https://cov-spectrum.ethz.ch/

[14] https://www.thelancet.com/journals/laninf/article/PIIS1473-3099(21)00475-8/fulltext

[15] https://www.thelancet.com/journals/lancet/article/PIIS0140-6736(21)01358-1/fulltext

[16] https://doi.org/10.1101/2021.07.05.21260050

[17] https://www.gov.il/BlobFolder/reports/vaccine-efficacy-safety-follow-up-committee/he/files_publications_corona_two-dose-vaccination-data.pdf

[18] https://www.thelancet.com/journals/lancet/article/PIIS0140-6736(21)01358-1/fulltext

[19] https://spiral.imperial.ac.uk/bitstream/10044/1/90800/2/react1_r13_final_preprint_final.pdf

[20] https://assets.publishing.service.gov.uk/government/uploads/system/uploads/attachment_data/file/1010472/Vaccine_surveillance_report_-_week_32.pdf

[21] https://www.nejm.org/doi/full/10.1056/NEJMoa2108891

[22] https://doi.org/10.1101/2021.07.05.21260050

[23] https://www.alberta.ca/stats/covid-19-alberta-statistics.htm#vaccine-outcomes

[24] https://www.medrxiv.org/content/10.1101/2021.09.29.21264199v1.full.pdf

[25] https://www.gov.il/BlobFolder/reports/vaccine-efficacy-safety-follow-up-committee/he/files_publications_corona_two-dose-vaccination-data.pdf

[26] https://papers.ssrn.com/sol3/papers.cfm?abstract_id=3949410

[27] https://assets.publishing.service.gov.uk/government/uploads/system/uploads/attachment_data/file/1010472/Vaccine_surveillance_report_-_week_32.pdf

[28] https://khub.net/web/phe-national/public-library/-/document_library/v2WsRK3ZlEig/view_file/479607329?_com_liferay_document_library_web_portlet_DLPortlet_INSTANCE_v2WsRK3ZlEig_redirect=https%3A%2F%2Fkhub.net%3A443%2Fweb%2Fphe-national%2Fpublic-library%2F-%2Fdocument_library%2Fv2WsRK3ZlEig%2Fview%2F479607266

[29] https://www.gov.il/BlobFolder/reports/vaccine-efficacy-safety-follow-up-committee/he/files_publications_corona_two-dose-vaccination-data.pdf

[30] https://www.medrxiv.org/content/10.1101/2021.09.29.21264199v1.full.pdf

[31] https://www.nejm.org/doi/full/10.1056/NEJMoa2114228

[32] https://assets.publishing.service.gov.uk/government/uploads/system/uploads/attachment_data/file/1017309/S1362_PHE_duration_of_protection_of_COVID-19_vaccines_against_clinical_disease.pdf

[33] https://papers.ssrn.com/sol3/papers.cfm?abstract_id=3949410

[34] https://sciencetaskforce.ch/it/aggiornamento-scientifico-26-ottobre-2021/

[35] https://sciencetaskforce.ch/it/aggiornamento-scientifico-26-ottobre-2021/

[36] https://www.medrxiv.org/content/10.1101/2021.09.28.21264260v1.full.pdf

[37] https://www.medrxiv.org/content/10.1101/2021.07.28.21261295v1.full.pdf

[38] https://www.medrxiv.org/content/10.1101/2021.08.20.21262158v1