17. Dicembre 2020

 – An updated version will be published end of January 2021.

Raccomandazioni per i test e le quarantene dei bambini

Questo testo è una sintesi del Policy Brief originale.(in inglese)
Il diritto fondamentale all’istruzione deve essere per quanto possibile salvaguardato. Chiudere le scuole deve rappresentare l’ultima misura da adottare in una situazione di elevata trasmissione del virus. L’attuale schema rischia di isolare in quarantena un numero considerevole di minori, fenomeno che avrebbe un impatto sociale fortemente negativo. Le scuole non costituiscono il vettore principale dell’epidemia, di conseguenza raccomandiamo quarantene più mirate. In caso di sovraccarico delle unità preposte ai test, l’esecuzione del test a un bambino dovrebbe essere raccomandata a fronte dell’insorgenza di sintomi leggermente più gravi.

Secondo le raccomandazioni ufficiali, i test sui bambini per il Covid-19 vanno effettuati nel momento in cui si evidenziano sintomi per più di tre giorni o in caso di una combinazione di sintomi e febbre. La quarantena è imposta in caso di contatto stretto con persona risultata positiva (15 minuti a meno di 1,5 metri di distanza). Il medico cantonale può mettere una classe in quarantena quando sospetta la trasmissione del virus al suo interno, ad esempio quando un bambino risulta positivo al test e, nel corso delle due settimane antecedenti la comparsa dei sintomi, l’insegnante e almeno altri 2 bambini si sono ammalati.

Questo schema comporta due inconvenienti. L’inverno sarà causa di un numero estremamente elevato di raffreddori che non sono correlati con la SARS-Cov-2. Poiché in genere questo tipo di infezioni delle vie respiratorie dura più di tre giorni, comporteranno un’impennata nell’esecuzione dei test del Covid-19, il che potrebbe determinare un sovraccarico in termini di personale delle capacità del Paese preposte a effettuare i test. Il secondo aspetto è che le numerose quarantene imposte avranno un impatto negativo sullo sviluppo educativo, psicologico e sociale dei bambini, soprattutto nei nuclei familiari di reddito modesto, in cui la situazione inciderà anche sui genitori.

Dai dati scientifici disponibili emerge che i minori di età inferiore ai dodici anni presentano un rischio inferiore rispetto agli adulti di trasmettere il SARS-CoV-2 o di essere contagiati, e che sviluppano sintomi con una carica meno virulenta. Le scuole non costituiscono il vettore principale dell’epidemia e i bambini vengono contagiati in linea di principio a casa e di rado in classe (e in questo caso, più verosimilmente a causa dell’insegnante e non tramite altri compagni).

Alla luce di quanto esposto, raccomandiamo di allentare l’attuale regime in questo modo: i bambini continuano a restare a casa se hanno sviluppato la malattia o i sintomi. Sono sottoposti a test in caso di sintomi, a seguito di un contatto stretto con un soggetto positivo, in occasione di un’indagine epidemiologica condotta dal medico cantonale o di un ricovero in ospedale. In caso di sovraccarico del personale delle unità preposte ai test, l’esecuzione del test a un bambino dovrebbe essere raccomandata a fronte dell’insorgenza di sintomi leggermente più gravi. Qualora un solo bambino di tutta una classe risulti positivo, non si impone la quarantena a tutta la classe, ma solo ai compagni che sono stati a stretto contatto con lui, ad esempio il vicino di banco, un amico che ha trascorso molto tempo in sua compagnia e così via.

Raccomandiamo un regime nazionale chiaro riguardo ai test e alle quarantene. L’onere delle decisioni non deve inoltre essere lasciato alle scuole o ai genitori, ma deve essere assunto dai medici cantonali. Raccomandiamo le seguenti misure di prevenzione: regole d’igiene, aerazione dei locali, obbligo di indossare le mascherine da parte degli insegnanti, riduzione degli scambi tra alunni di classi diverse (tranne per i corsi regolari). Qualora l’incidenza regionale aumenti, la didattica della scuola secondaria superiore dovrà essere svolta a distanza.

Date of request: 23/10/2020

Date of response: 10/12/2020

In response to request from: NCS-TF Advisory Board

 

Expert groups and individuals involved: All with Public Health in lead

Contact persons: Margarethe Wiedenmann, Marcel Tanner, Roman Stocker