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Discorso di Martin Ackermann, 15 dicembre

TRADUZIONE DEL DISCORSO PRONUNCIATO IN TEDESCO – FA FEDE LA VERSIONE ORALE

Gentili Signore e egregi Signori,

La task force scientifica indipendente si è riunita domenica sera, 13 dicembre, per un incontro straordinario. Gli scienziati presenti nella task force, provenienti da una vasta gamma di discipline, sono giunti alla conclusione unanime, sulla base della situazione attuale, che i provvedimenti adottati l’11 dicembre non sono sufficienti. Per ridurre drasticamente le nuove infezioni, sono necessarie misure comuni a livello nazionale che devono essere introdotte il più rapidamente possibile.

Da un punto di vista scientifico, tali provvedimenti devono essere molto efficaci, analogamente al lockdown introdotto a Ginevra all’inizio di novembre e al lockdown nazionale di marzo e aprile, con la chiusura di ristoranti e negozi non essenziali e la rigorosa applicazione del telelavoro, ove possibile. In qualità di consulenti, abbiamo anche informato il Consiglio federale delle nostre conclusioni.

Lasciatemi spiegare come siamo giunti a questa conclusione.

In primo luogo, la situazione negli ospedali svizzeri è già molto grave. Poiché moltissimi pazienti devono essere ricoverati o curati in unità di terapia intensiva, il numero di operazioni urgenti e importanti che non possono essere eseguite o devono essere rimandate è sempre maggiore. Ciò significa che ne risentono anche coloro che non sono malati di COVID-19. Inoltre, sempre più le persone vengono contagiate dalla SARS-CoV-2 nelle nostre strutture sanitarie.

Ogni giorno in Svizzera muoiono troppe persone a causa del virus. E coloro che stanno cercando con tutte le loro forze di prevenire tutto questo, i nostri professionisti della salute negli ospedali, nelle case di riposo e nelle case di cura, hanno lavorato al limite per mesi.

Per essere chiari, al momento non vediamo alcun segno che questa situazione negli ospedali migliorerà presto o in misura decisiva. Pertanto, è tempo di agire ogni singolo giorno può fare la differenza.

In secondo luogo, se osserviamo i dati, appare evidente che non abbiamo né il tempo né la possibilità di introdurre misure che non sappiamo essere sufficienti. Possiamo imparare dall’esperienza della Svizzera romanda e di altri paesi. Si tratta di disporre rapidamente di regole uniformi ed efficaci in modo che siano più facili da capire, più ampiamente accettate e attuate e che creino quindi anche una maggiore sicurezza nella pianificazione del futuro.

Il fattore tempo gioca un ruolo importante in questo caso. Ribadisco quanto ho detto la settimana scorsa: le imminenti festività, l’aumento della mobilità e il freddo comportano un ulteriore e importante rischio che la situazione epidemiologica si deteriori ulteriormente con gravi conseguenze.

In terzo luogo, il virus non conosce confini cantonali. L’intera Svizzera è colpita dalla pandemia. È chiaro che molte persone nei singoli Cantoni hanno già subito grandi restrizioni nelle ultime settimane e saranno deluse se la task force giungerà alla conclusione che le misure finora adottate non sono sufficienti. Ma questo è il momento in cui dobbiamo restare tutti uniti. Anche nei cantoni della Svizzera occidentale il numero di riproduzione, il fattore R, è di nuovo vicino a 1. Solo portando il fattore R al di sotto di 0,8 in tutta la Svizzera, saremo in grado di ridurre il numero di casi in modo rapido ed efficace.

Non possiamo permetterci la stagnazione, tanto meno un altro rapido aumento del numero dei casi.

E Signore e Signori, il fattore R, che attualmente riflette la situazione di inizio dicembre, punta in un’unica preoccupante direzione: verso l’alto. Dobbiamo porre fine a questa crescita, e dobbiamo farlo insieme in uno spirito di solidarietà.     

La task force ha anche evidenziato che misure più severe durante le prossime vacanze garantiranno il diritto all’istruzione nel miglior modo possibile, perché in quel periodo le scuole rimarranno comunque chiuse. Le lezioni potranno riprendere dopo le vacanze, non appena la situazione epidemiologica lo consentirà. È importante evitare che i contagi derivanti dalle vacanze vengano portati direttamente nelle scuole e si diffondano in queste ultime.

Vorrei sottolineare un altro aspetto importante: Le misure più severe saranno tanto più efficaci quanto più ampio e rapido sarà il sostegno fornito a tutti coloro che sono direttamente e indirettamente interessati – ossia i datori di lavoro, i dipendenti e gli azionisti.

Sia le misure più severe che le sovvenzioni costituisco un investimento – un investimento nel futuro per evitare misure ancora più drastiche e ulteriori danni. A breve termine, le chiusure sono una misura dura che deve essere ammortizzata; a più lungo termine invece, solo un numero molto basso di casi fornisce un certo grado di sicurezza nella pianificazione del futuro e motiva le persone a consumare di nuovo di più.

Egregi colleghi, so che non è facile per nessuno di noi dover affrontare la possibilità di un ulteriore isolamento.

Ma vi chiedo di tenere presente il motivo per cui lo stiamo facendo: è semplicemente per prevenire il maggior numero possibile di malati e morti in questo Paese. Si tratta di sostenere tutti coloro che si occupano dei malati nelle nostre strutture sanitarie. Si tratta di non pagare un prezzo troppo alto prima che la vaccinazione arrivi l’anno prossimo. Signore e Signori, si tratta di riconquistare più libertà nel prossimo futuro e di non lasciare più che le nostre vite siano condizionate da questa pandemia.