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Aggiornamento scientifico, 7 Aprile 2021

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Sintesi

L’efficace azione di contenimento del virus SARS-CoV-2 ha una serie di effetti positivi di natura sanitaria, sociale ed economica. Le basse velocità di contagio riducono le ospedalizzazioni e i decessi imputabili al COVID-19 e preservano il funzionamento del sistema sanitario. Riducono gli effetti indesiderabili a lungo termine che interessano una parte dei contagiati e contribuiscono a salvaguardare la salute mentale. Un contenimento efficace facilita altresì l’attuazione di una celere campagna di vaccinazione e agevola il controllo genetico dei ceppi virali in Svizzera, consentendo il riconoscimento precoce di varianti problematiche. Inoltre, basse velocità di contagio riducono il rischio di generare perniciosi effetti yo-yo dal punto di vista economico.

È importante attuare una combinazione di interventi che interrompano efficacemente i contagi con un’analisi costi-benefici quanto più possibile vantaggiosa. È possibile contrastare i contagi adottando misure volte alla riduzione di contatti e mobilità, all’interruzione delle catene di contagi grazie ai test e al tracciamento dei contatti, nonché incentrate sul comportamento individuale, nell’ottica di proteggere se stessi e gli altri. Tali azioni sono sempre correlate anche a costi economici e sociali. Numeri contenuti di casi consentono di interrompere in modo mirato le catene di infezioni, rendendo quindi più facile e meno onerosa la gestione generale dell’epidemia. La prospettiva di un miglioramento a breve termine della situazione grazie alla campagna di vaccinazione rende gli interventi per il contenimento dell’epidemia ancora più opportuni, non solo dal punto di vista dei singoli soggetti ma anche da quello economico. 

Dopo una flessione a inizio anno dei casi confermati, delle ospedalizzazioni e dei decessi, dai primi di marzo 2021 i contagi sono di nuovo in aumento. A inizio marzo in Svizzera l’incidenza di 14 giorni ogni 100 000 abitanti era pari a circa 170, mentre al momento si attesta a 280 circa. È quindi leggermente a oltre due raddoppi al di sotto del picco, raggiunto all’inizio del mese di novembre 2020. La campagna di vaccinazione presso la popolazione non è ancora sufficiente a impedire un aumento delle ospedalizzazioni, considerata la crescita dei casi.

L’epidemia in Svizzera è ora dominata dalla variante B.1.1.7. La variante B.1.1.7 è caratterizzata da una velocità di trasmissione maggiore rispetto ai ceppi di SARS-COV-2 finora dominanti in Svizzera e può comportare decorsi della malattia più gravi. Al momento altre due varianti, B.1.351 e P.1, evidenziano una frequenza inferiore all’1%. Queste varianti mostrano segni di fuga antigenica: i soggetti che hanno contratto un’infezione dai ceppi virali finora dominanti hanno probabilmente un’immunità ridotta nei confronti delle varianti B.1.351 e P.1. Risulta tuttavia che i vaccini a mRNA autorizzati in Svizzera siano efficaci contro tutte e tre le varianti.

Un’intensa sorveglianza genetica di SARS-CoV-2 è di importanza capitale. Oltre al sequenziamento di routine di una parte dei campioni di SARS-CoV-2, vi figurano anche le analisi genetiche mirate di virus che contagiano soggetti vaccinati o convalescenti. È altresì importante sottolineare che continuano a svilupparsi nuove varianti, soprattutto in regioni dall’elevata incidenza. Per ridurre al minimo il rischio di introduzione e diffusione locale di nuove varianti non ci si dovrebbe limitare a concentrare l’attenzione solo sui paesi con le note «variant of concern», ma si dovrebbe rivolgerla anche a regioni in cui la sorveglianza genetica di SARS-CoV-2 trova scarsa applicazione.

Oltre alle conseguenze acute imputabili al COVID-19, una sempre maggiore attenzione viene data alle conseguenze a lungo termine sulla salute riconducibili all’infezione da SARS-CoV-2. In una parte dei contagiati, anche dopo diverse settimane o mesi si evidenziano effetti sulla salute, spesso definiti come «long COVID». La frequenza e le manifestazioni di sintomi sul lungo periodo nonché gli effetti sociali ed economici sono attualmente oggetto di studi. L’attuale evidenza suggerisce tuttavia che una parte dei soggetti interessati manifesta limiti funzionali che si ripercuotono sulla vita sociale e sulla capacità di lavorare. Il contenimento dell’epidemia in Svizzera e la vaccinazione in tempi rapidi avranno un effetto positivo anche su tali aspetti.