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Aggiornamento scientifico, 3 Agosto 2021

Questo testo è un riassunto del testo originale in tedesco

 

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Sintesi

Nella seconda metà di giugno 2021, l’epidemia di SARS-CoV-2 in Svizzera è entrata in una fase di aumento. A fine giugno, dopo un periodo caratterizzato da una crescita rapida e con un tempo di raddoppio di circa una settimana, la diffusione del virus ha subito un rallentamento. Attualmente, a inizio agosto, il tasso di riproduzione è superiore a 1 in maniera statisticamente non più significativa. Con tempistiche differite sono aumentate anche le ospedalizzazioni. Tuttavia, al momento, queste restano circa 20 volte inferiori rispetto ai valori massimi registrati nell’autunno del 2020. I decessi in questo periodo si sono assestati a un valore circa 60 volte inferiore ai valori massimi registrati nell’autunno del 2020.

 Il numero di dosi di vaccino distribuite giornalmente in Svizzera si è ridotto di circa il 70% rispetto a inizio giugno. All’inizio di giugno 2021, la Svizzera registrava un tasso di vaccinazione più elevato rispetto agli altri Paesi dell’Europa occidentale e sud occidentale. Attualmente, a inizio agosto, sia il tasso di vaccinazione sia la copertura vaccinale sono invece inferiori rispetto a tali Paesi. Di contrasto, però, per altre malattie infettive la copertura vaccinale in Svizzera è simile o più alta di quella di altri Paesi europei. Questo suggerisce che l’attuale differenza nella copertura vaccinale COVID tra la Svizzera e gli altri Paesi non derivi da una sostanziale differenza culturale o organizzativa tra la Svizzera e i Paesi vicini, ma che tale distanza possa essere ridotta attraverso sforzi maggiori.

Le campagne di vaccinazione in altri Paesi forniscono informazioni in merito alle possibili strategie da adottare per aumentare la copertura vaccinale. Nel Regno Unito e in Spagna i cittadini e le cittadine a partire da una determinata fascia di età sono stati/e contattati/e personalmente e invitati/e ad un appuntamento per il vaccino. In questi Paesi, la percentuale di persone nelle fasce d’età più elevate non completamente vaccinate è inferiore di circa sei volte rispetto alla Svizzera. In molti Paesi sono stati inoltre previsti degli incentivi, sia consentendo ai vaccinati un accesso agevolato a eventi sociali, posti di lavoro e strutture di formazione e istruzione, sia sotto forma di buoni regalo, oppure ingressi gratuiti o ridotti per alcuni eventi. Diversi Paesi ricorrono anche a incentivi finanziari diretti o a lotterie per tutti coloro che scelgono di vaccinarsi.

Al momento, in Svizzera, per ogni fascia di età il numero di persone non immunizzate è almeno pari al numero totale di persone finora contagiate dal virus.  Nella fascia fino a 50 anni, sono 2-3 volte più numerosi i soggetti non immunizzati rispetto a quelli che sono stati finora contagiati. Nella fascia over 50 le persone non immunizzate sono in numero più o meno equivalente a quelle finora contagiate. Se gran parte delle persone attualmente non immuni fosse contagiata, il carico sul sistema sanitario sarebbe simile o superiore al carico complessivo a cui il sistema è stato sottoposto finora nel corso della pandemia. Nel caso dei soggetti più giovani, sono particolarmente rilevanti le conseguenze a lungo termine di un’infezione; per i soggetti più anziani sono invece rilevanti le conseguenze acute di un’infezione, inclusi ospedalizzazioni e decessi. Se una quota consistente di persone non ancora immunizzate dovesse infettarsi nel giro di pochi mesi, il sistema sanitario potrebbe di nuovo essere messo a dura prova.

Per riconoscere preventivamente un possibile onere eccessivo sul sistema sanitario, è necessario considerare sia l’incidenza attuale sia il tasso di crescita. In questo documento presentiamo un metodo semplice per valutare i probabili sviluppi delle ospedalizzazioni nelle prossime settimane, sulla base del numero attuale di casi o di ospedalizzazioni e dell’attuale tasso di crescita epidemiologico. La progressiva immunizzazione della popolazione modifica la relazione tra il numero di casi confermati e di ospedalizzazioni. Tenendo conto di tale modifica nell’ambito dell’analisi, è possibile continuare a tenere in considerazione il numero di casi, per poter riconoscere precocemente possibili congestioni nel sistema sanitario.